Parimerito.com
Scrivi a Parimerito.com: redazione@parimerito.com
141763 visitatori
violenza

Estratto dal Rapporto Istat – anno 2006

La violenza e i maltrattamenti contro le donne dentro la famiglia

2 milioni 938 mila donne hanno subito violenza fisica o sessuale dal partner attuale o dall’ex partner, il 14,3% delle donne che hanno o hanno avuto un partner nel corso della vita.  Di queste, il 5,8% ha subito la violenza sia dal partner attuale sia da un partner con cui stava in precedenza. La violenza è in primo luogo fisica (12%) ma anche quella sessuale raggiunge livelli non indifferenti con il 6,1%; stupri (336 mila casi) e tentati stupri (267 mila) da parte del partner hanno colpito il 2,4% delle donne.  Il dato degli stupri o tentati stupri (2,4%) sale al 3,7% per gli ex partner e al 5,2% per gli ex mariti. Va comunque ricordato che la maggior parte degli ex partner erano comunque partner al momento della violenza. Tra gli autori della violenza al primo posto si collocano gli ex mariti/ex conviventi (22,4%), seguiti dagli ex fidanzati (13,7%), dai mariti o conviventi attuali (7,5%) e infine dai fidanzati attuali (5,9%).  Se si considerano gli ultimi 12 mesi il 2,4% delle donne ha subito violenza in famiglia, l’1,7% violenza fisica, l’1% violenza sessuale.

Le forme diverse della violenza
Nella maggior parte dei casi la violenza subita nel corso della vita è stata solo fisica (57,0%), nel 15,8% solo sessuale, nel 27,2% fisica e sessuale. Se si considerano gli ultimi 12 mesi, è maggiore il peso della violenza solo sessuale (29,3%) e minore quello delle violenze sia fisica che sessuale (11,4%). Le più comuni forme di violenza fisica sperimentate dalle donne con partner sono l’essere stata spinta,  strattonata, afferrata per i capelli o storcendo un braccio (63,4%); seguono le minacce di violenza fisica (48,6%), l’essere stata presa a schiaffi, pugni, calci, morsi (47,8%), l’essere stata colpita con oggetti (25,2%). Meno donne hanno subito la minaccia o l’uso di coltello o pistola (6,8%) o un tentativo di strangolamento o soffocamento (6,6%). Il 3,9% ha subito violenza in modo diverso.
 
Il 68,3% delle violenze domestiche avvengono in casa
Le violenze domestiche si consumano prevalentemente in casa della vittima (58,7%), in strada, nella casa del partner o dell’ex partner, e in automobile. La quota delle violenze in strada e in automobile è più elevata per gli ex fidanzati, rispettivamente il 26,9% e il 17,4%, e per i fidanzati (16,6% in strada e 13,3% in automobile). Sono soprattutto le violenze fisiche ad essere consumate nella casa della vittima, mentre per le violenze sessuali acquisiscono importanza anche l’automobile (16,7%) e la casa dell’aggressore (14,2%).  

Il silenzio delle vittime
Solo il 7,3% della violenza in famiglia è stata denunciata, il 3,4% negli ultimi 12 mesi. Il 92,4% delle violenze fisiche e sessuali fanno parte del numero oscuro. Si denuncia meno la violenza sessuale da partner (4,7%) che la fisica (7,5%). Si denunciano meno i mariti o i fidanzati attuali degli ex mariti ed ex fidanzati anche negli ultimi 12 mesi. Il tasso di denuncia è basso (12,4%), anche se le donne ne parlano con i familiari. E’ invece più elevato nel caso in cui le donne si siano rivolte ad operatori del pronto soccorso (62,3%), ad avvocati, magistrati, polizia, carabinieri (47,6%) ad un medico o infermiere (35,9%). La gravità della violenza non incide su un maggior ricorso alla denuncia. Solo il 5,3% degli stupri o tentati stupri è stato denunciato. Alla quota delle denunce va aggiunto un 2,6% di donne che hanno subito ripetutamente violenza e che pur non avendo denunciato hanno telefonato al 112 e 113 per avere aiuto. Più di un terzo delle donne non ne ha parlato con nessuno.

Autore commento: Arianna Puddu
Data commento: 31/07/2007 18.57.40

Posso solo osservare che talvolta la violenza è anche psicologica, non ci sono lividi ma tanto dolore. E forse ogni tanto la colpa è anche nostra, di noi donne, poichè essendo attaccate a stantie tradizione senza nemmeno averne la consapevolezza, educhiamo i figli maschi a sentirsi superiori. Piccoli mammoni superbi e prepotenti! Questo è un problema da risolvere nella gioventù: educhiamo i figli maschi ad essere più rispettosi verso il gentil sesso, e le ragazze ad avere più autostima!

Autore commento: francesco
Data commento: 07/08/2007 12.10.46

secondo me anche i ragazzi devono essere educati ad avere piu autostima.perche è proprio questo che manca.autostima generale.se la gente manca di rispetto agli altri,è perche prima di tutto non sa cos'è la propria dignità,il rispetto di se stessi...prendere a insulti una donna è un gravissimo danno arrecato a quella donna si,ma è anche un grandissimo danno alla propria dignità,perche se si arriva a trattar male una donna tanto per sentirsi superiori,vuol dire che in realtà c'è grande insicurezza...o sbaglio?

Autore commento: francesco
Data commento: 07/08/2007 12.10.46

secondo me anche i ragazzi devono essere educati ad avere piu autostima.perche è proprio questo che manca.autostima generale.se la gente manca di rispetto agli altri,è perche prima di tutto non sa cos'è la propria dignità,il rispetto di se stessi...prendere a insulti una donna è un gravissimo danno arrecato a quella donna si,ma è anche un grandissimo danno alla propria dignità,perche se si arriva a trattar male una donna tanto per sentirsi superiori,vuol dire che in realtà c'è grande insicurezza...o sbaglio?

Autore commento: Mary
Data commento: 02/04/2008 14.34.23

Vi segnalo una triste vicenda avvenuta a Taranto, avvenuta due anni fa quando una signora di nome Ida, per difendere la figlia, giustamente, da un tentato stupro prese a legnate il carnefice. Un processo assurdo, ma che spiega bene il clima reazionario e maschilista esistente: si vuole processare una donna, Ida, che anni fa per difendere la figlia minorenne da un tentativo di violenza sessuale, prese giustamente a legnate l'uomo, tra l'altro anche con precedenti di "spaccio"; ora la magistratura invece di condannare il violentatore, accetta tranquillamente la querela/denuncia di questo porco e impianta un processo per condannare Ida!
Questo è un grave avvenimento xke non solo denota un incitamento ai reati sessuali ma anche uno scoraggiamento della donna a denunciale e solo difendere le violenze. Situazione analoga fu quella della sanzione a chi detenesse lo spray antistupro. È questo lo Stato che dovrebbe difenderci contro la violenza sessuale!?

Questo stato condanna le donne che vogliono difendere il proprio corpo d auna concezione maschilista che vede le donne come proprietà degli uomini, com' è che all'uomo è stato dato con questa sentenzxa il diritto di stuprare una donna? se la donna non riesce a difendersi è colpevole perché avrebbe dovuto farlo (come nel caso del coito orale), se la donna si difende picchiando l'uomo rischia la denuncia da parte di questo bastardo. Sono contenti solo se la donna viene stuprata e picchiata a morte (e forse puniscono lo stupratore/assassino), altrimenti fanno passare la donna per la colpevole/provocatrice. cito le parole di Franca Rame: Ancora oggi, proprio per l'imbecille mentalità corrente, una donna convince veramente di aver subito violenza carnale contro la sua volontà, se ha la "fortuna" di presentarsi alle autorità competenti pestata e sanguinante, se si presenta morta è meglio! Un cadavere con segni di stupro e sevizie dà più garanzie.

Non permettiamo le violenze, prima causa di morte delle donne e dobbiamo cercare di fermare il processo a questa donna, un vero e proprio clima di caccia alle streghe che avverrà il 28 aprile e si avvicina.

 

http://www.firmiamo.it/solidarietaadida

 

 

Lascia un commento:

Il tuo nome:


La tua mail (opzionale):


Commento


 
 

cadre Argomenti
cadre Post recenti
cadre Newsletter

Se desideri ricevere informazioni e notizie sulle attività e le iniziative di Parimerito.com inscriviti alla nostra newsletter.




privacy policy

 

cadre Entra nella rete
Se sei interessata/o a queste tematiche e credi che sia giusto unirsi e creare una rete che sia trasversale ai partiti e ai vari credo politici, ma che ci unisca per dar voce alle nostre richieste di maggior democrazia, allora entra nella rete. Continua >>
cadre Obiettivo

Dare vita a un network sociale e politico che unisca e dia voce a tutte quelle donne, uomini, associazioni e fondazioni che hanno a cuore i pari diritti e le pari opportunità negate e che vogliono contrastare il monopolio dei privilegi basato sul sistema della cooptazione in spregio al merito.

Tolleranza zero per questa cultura vecchia e logora che calpesta i nostri diritti. E’ una questione di democrazia e per questo non dobbiamo stancarci di chiedere che ci venga riconosciuto il valore del merito e che ci vengano garantiti pari diritti ed eguali opportunità.

cadre Appuntamenti
  • W.I.N. Global Conference 2010, Paris: 6-8(9) October

    The interactive content of the three-day conference includes a global overview, work & career issues, and leadership & personal growth topics all enhanced by a focus on allowing creativity and accelerating innovation and transformation. Its’ panel and networking sessions are complemented by 40 skill building workshops for the body and mind, coaching labs, social activities and more! The conference includes both a special Corporate Expert Forum with a focus on diversity and inclusion as well as an Entrepreneurship forum.

  • Donne e potere: genealogia di un rapporto difficile

    Siena - seminario su Donne e potere che si terrà venerdì 30 ottobre p.v.

  • FESTIVAL O.N.Da SULLA SALUTE DELLA DONNA ONDA - OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA SALUTE DELLA DONNA, MUSEO NAZIONALE DELLA SCIENZA E DELLA TECNOLOGIA "LEONARDO DA VINCI". Venerdì 2 ottobre - ore 12:00 Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, Sala del Cenacolo - Via San Vittore, 21: Laboratori, mostre, incontri con gli esperti, gazebo su tutti i temi di salute femminile.
  • W.I.N. 2009 Global Leadership Conference in Prague on 8-10 October If you are like me, you believe there are great opportunities in this time of crisis. It is not necessarily comfortable and yet there is hope.
cadre Libri consigliati
cadre Link